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Arriva la Biosfera. Sabato 24 l’accensione in Piazza del Popolo

Biosfera

Pesaro 2024 è pronta ad “accendere” – sabato alle 18.30, in piazza del Popolo – la Biosfera, installazione scultoreo-digitale unica in Europa con i suoi 4 metri di diametro e oltre 2 milioni di Led. Un’opera viva, interagibile e in dialogo con la città e la collettività, ideata per narrare e condividere La natura della cultura della Capitale italiana della cultura.

Già prima dell’inaugurazione sono molto soddisfatto – spiega Matteo Riccisindaco di Pesaro -. La Biosfera è un progetto frutto di riflessioni e collaborazioni costruite dalla proclamazione del riconoscimento di Capitale italiana della cultura. L’idea nasce un anno fa, insieme al vicesindaco Vimini, quando abbiamo ipotizzato la realizzazione di una sorta di ‘Albero della Vita’ dell’Expo, per Pesaro 2024. La scelta è ricaduta su una sfera, simbolo che torna ripetutamente in città: è nella “Palla” di Arnaldo Pomodoro, nella Sonosfera®, nella Pizza Rossini, nella ruota della bici che percorre la Bicipolitana e delle moto della nostra Terra di Piloti e Motori, nel sole che tramonta sul mare Adriatico. La Biosfera è un’icona, un oggetto di design e di alta tecnologia, che ci renderà ancora più attrattivi e più competitivi. Ma allo stesso tempo che farà riflettere sul cambiamento climatico”.

Sarà “Il nostro ‘Albero della Vita’ – continua Ricci -. Ogni giorno produrrà spettacoli, contenuti culturali audio e video, anche interattivi”. Alla base del progetto di Federico Rossi e Andrea Santicchia di Artifact Studio, c’è il pianeta da salvare, “Elemento che abbraccia alla perfezione La natura della cultura di Pesaro 2024 – aggiunge il sindaco – È un investimento che abbiamo potuto realizzare grazie alla collaborazione tra assessorati: all’idea di Vimini, alla praticità dell’assessora Frenquellucci e della dirigente Maggiulli, che hanno portato a Pesaro la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE Square, bando del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del valore di 11milioni di euro) che comprende tra l’altro la realizzazione di progettualità tecnologiche di alto livello. Vi aspettiamo sabato 24 febbraio, alle 18.30 in piazza del Popolo, sarà una grande festa popolare, dove ancora una volta la partecipazione dei cittadini sarà centrale”.

La Biosfera sarà luogo di aggregazione, promozione culturale e tecnologica tramite gli interventi audiovisivi che attraverseranno i suoi milioni di Led e che combineranno arte e scienza, patrimonio culturale e tecnologia, storia e innovazione.

È un progetto simbolo della Capitale – sottolinea Daniele Vimini, vicesindaco assessore alla Bellezza -, sintesi perfetta tra tecnologia, patrimonio e sostenibilità, alla base di ciascuno dei progetti di dossier di Pesaro 2024. La Biosfera sarà un benvenuto speciale e anche un po’ spiazzante (come lo erano 50 anni fa le sculture di A. Pomodoro collocate in piazza) per il pubblico. Presenterà sia il patrimonio del territorio (dal Parco del Monte san Bartolo ai Musei Civici, passando per i mosaici del Duomo), sia contenuti interattivi inediti e interagenti con il pubblico che si muoverà attorno all’opera: la scultura si modificherà rispondendo alla presenza e alla posizione degli spettatori. Sarà inoltre collegata all’attualità, in particolare al tema dei cambiamenti climatici. Sarà un modo per collegarsi al mondo, per collegare il mondo a Pesaro e per farne un punto di ritrovo per i pesaresi e per i ‘cittadini temporanei’ che ci raggiungeranno per la Capitale e che crediamo si affezioneranno anche alla versatilità di questo strumento che sarà capace di ribaltare il paradigma dell’oggetto tecnologico solo per specialisti. La Biosfera è per tutti e, allo stesso tempo, permette di innalzare ulteriormente la caratura tecnologica e artistica di Pesaro 2024; potrà interagire con artisti, designer, musicisti ai quali rivolgeremo un concorso internazionale per la creazione di contenuti – sulla linea di quanto già attivato per la Sonosfera® (ISAC – International Sonosfera® Ambisonics Competition, promosso dal Comune di Pesaro in collaborazione con IRCAM – Centre Pompidou di Parigi) – per qualificheranno e arricchiranno ulteriormente il palinsesto della Biosfera”.

L’installazione è frutto della convergenza di mezzi digitali, avanzate tecnologie e ricerche artistiche; è un “patrimonio della città, un elemento artistico, una struttura innovativa che genera contenuti e votato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie pensate per potenziare l’engagement e il turismo. È l’elemento di sintesi de La natura della cultura della Capitale” ha evidenziato Silvano Straccini, direttore generale di Pesaro 2024. Ed è anche frutto di una condivisione su cui l’Amministrazione ha investito e che ha permesso di usare il know how esistente, potenziarlo e destinarlo al territorio, come spiega l’assessore all’Innovazione Francesca Frenquellucci: “Dopo aver ottenuto il finanziamento del Ministero, la CTE Square ha collaborato con Pesaro 2024 ed è stato supporto importante per la messa in campo di diverse progettualità. È successo anche per la Biosfera, selezionata tra i tre progetti candidati per la straordinaria innovazione che rappresenta e per le sue potenzialità future, che si riverseranno nel territorio anche dopo l’anno della Capitale”. Un pensiero condiviso da Maria Laura Maggiulli, dirigente servizio Innovazione tecnologica e Transizione digitale del Comune di Pesaro: “La Casa per le tecnologie emergenti si pone l’obiettivo di fertilizzare le aziende del territorio di Pesaro 2024, spingerle a realizzare nuovi prodotti e servizi per innalzarne il posizionamento nei settori della cultura, del turismo e dell’engagement. Il lavoro, svolto in sinergia con la Capitale, ha permesso di creare questa progettualità in grado di valorizzare le competenze territorio e, parallelamente, sintetizzare il paradigma di Pesaro 2024, che calza perfettamente con gli obiettivi della CTE Square”.

E che è stato centrale per guidare la progettazione dell’installazione ideata da Federico Rossi (professore associato in architettura digitale alla London South Bank University) e Andrea Santicchia (artista transdisciplinare e docente presso il corso di Interaction Design at IUAV) di Artifact Studio, che spiegano: “Abbiamo ideato la Biosfera dandoci un obiettivo, che era anche una sfida: coinvolgere le aziende del territorio inserendole, con le loro tecnologie e maestranze artigianali e digitali, nel progetto. Ci siamo riusciti ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo subito deciso di osare e creare una sfera; una forma particolarmente complessa sia per la progettazione di un’opera outdoor di tali dimensioni, sia per la gestione dei contenuti che devono essere pensati per una superficie non planare. La Biosfera, al momento, è unica in Europa”.

I CONTENUTI

L’installazione diverrà spazio in cui far convergere e predisporre un dialogo multidisciplinare ospitando opere di natura artistica e scientifica.

La prima opera è Pesaro 2024, contenuto che punta alla valorizzazione del territorio e della cultura della città di Pesaro. Sulla superficie sferica verranno visualizzati video a 360 gradi del patrimonio paesaggistico, storico, artistico-culturale del territorio. Evocherà una reale immersione negli ambienti, permetterà di ripercorrere i luoghi della Capitale con una modalità inedita. La modalità di visione sferica, stravolgendo la percezione canonica, apre a una dimensione tridimensionale e fa immergere il pubblico in una nuova esperienza dello spazio a metà tra mondo reale e digitale.

La seconda opera, Data Visualization Climate Change, trasforma dati e algoritmi da entità astratte di difficile interpretazione in visualizzazioni e simulazioni che mirano a stimolare una riflessione sulla relazione tra uomo e pianeta mettendo in connessione natura, scienza e tecnologia. La matrice sono i dati raccolti sullo stato di salute del pianeta Terra attraverso i satelliti del progetto Copernicus dell’Unione europea, coordinato da ESA, utilizzati come un nuovo alfabeto per creare un corpus di visualizzazioni che guida gli spettatori a una nuova comprensione e consapevolezza sul cambiamento climatico. I dati si materializzeranno in vibranti composizioni estetiche. Il dialogo tra dati scientifici e design generativo crea, attraverso l’intelligenza artificiale e complessi sistemi algoritmici, simulazioni che stimolano a una riflessione visiva ed esperienziale sul cambiamento climatico. La sfida che si propone l’opera è rendere accessibile una mole di informazioni complesse e ricavarne un’esperienza coinvolgente.

La terza opera, Materia, è una scultura digitale all’interno della struttura-sfera modellata in real-time dal movimento degli spettatori attorno a essa. La Biosfera diviene un involucro, un guscio che contiene una materia digitale-plastica multiforme che si fessura, faglia e plasma. L’opera è una scultura generativa, condivisa e collettiva, nata dall’interazione con gli spettatori. All’interno si creano geometrie tridimensionali magmatiche in evoluzione rese interattive dalla posizione nello spazio del pubblico. Come “natura tecnologica” soggetta all’erosione, le forme si scavano e sono rese malleabili dall’influsso umano. In bilico tra materia organica e inorganica, atavico e futuribile, l’opera interroga il binomio uomo-natura, l’influsso umano sulla materia e le potenzialità di creazione e distruzione. La capacità di plasmare e alterare l’ambiente rende l’uomo una creatura estremamente adattabile, ma questo potere lo investe della responsabilità di coniugare sviluppo e sostenibilità. L’opera è metafora dell’influsso dell’umanità sui fragili ecosistemi del pianeta.

Durante il corso dell’anno saranno inoltre previsti interventi site-specific di contenuti artistici, musicali o scientifici all’interno della sfera scaturiti da collaborazioni con artisti del territorio, musicisti, scuole o altri enti.

Artifact Studio

Artifact è uno studio che ricerca strumenti, filiere tecnologiche e applicazioni per il design, l’architettura e i new media, combinando pratiche nate dalla convergenza tra scienza, tecnologia e arte. Votato alla sperimentazione continua, fa dell’innovazione un valore fondamentale per scoprire nuove estetiche di visualizzazione, soluzioni di progettazione e applicazioni concrete. Artifact Studio progetta installazioni robotiche, esperienze digitali e oggetti non convenzionali sia virtuali che fisici. Da questa continua ricerca di nuove prospettive si creano esperienze inedite in cui elementi fisici, sonori e visivi convergono in esperienze, prodotti e contenuti che sintetizzano nuove tecnologie e design sperimentali. Artifact Studio è stato fondato da Federico Rossi e Andrea Santicchia, che hanno collaborato negli anni con aziende private che operano nel settore dell’innovazione integrando avanzate competenze artistiche e tecnologiche. Artifactstudio.it

Federico Rossi è professore associato in architettura digitale alla London South Bank University e dirige un laboratorio di ricerca sulla robotica e architettura digitale.

Per maggiori informazioni federicorossi.io

Andrea Santicchia è un artista transdisciplinare e docente presso il corso di Interaction Design at IUAV in San Marino/Venice, IED Roma e UniRSM in interaction design e digital art.  Per maggiori informazioni instagram.com/io.seta

Drusilla Foer al Teatro Rossini con Venere Nemica

Drusilla Foer

Drusilla Foer, attrice, cantante e autrice sarà protagonista a Pesaro da giovedì 22 a domenica 25 febbraio al Teatro Rossini con il suo nuovo spettacolo, Venere Nemica, proposto nella stagione teatrale realizzata con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC.

L’iconica Signora dallo stile unico porta in scena un testo ispirato alla favola di Apuleio Amore e Psiche, riletta in modo divertente, commovente, a tratti tragico, che tocca temi antichi e attuali, come la competizione suocera/nuora, la bellezza che sfiorisce, la possessività materna, il conflitto secolare fra uomini e dei. Gli archetipi affrontati nel testo si rivelano di un’attualità disarmante, resa ancora più evidente dal trasparire della personalità spiccata dell’interprete, nel ruolo della dea, ora vivente fra gli umani mortali, assistita da una ineccepibile Elena Talenti, cantante e attrice di musical di successo.

Venere, dea della bellezza e dell’amore esiste ancora. Creatura immortale, l’antica dea vive oggi lontano dall’Olimpo e dai suoi parenti, immaturi, vendicativi, capricciosi, prigionieri come la dea stessa nell’eterna bolla di tempo che è l’immortalità. Ha trovato casa a Parigi, fra gli uomini, di cui teneramente invidia la mortalità, che li costringe all’urgenza di vivere emozioni, esperienze sentimenti. Venere può permettersi di essere imperfetta tra gli umani. Si sa, in tempi duri per tutti – in particolare per gli dei in deficit crescente di fede e consenso – potersi permettere finalmente di vivere nell’imperfezione dell’umano esistere, godendo delle debolezze umane come la moda e il lusso, non è cosa da poco per la nostra immortale eroina.

Grazie al rapporto con la sua misteriosa e inseparabile cameriera, bellissima, Venere, quasi per gioco, nel momento in cui gli uomini non credono più agli dei ma agli eroi, ripiomba nel passato: nella storia di Amore, il figlio ingrato e disobbediente, e Psiche, sulla quale Venere – da suocera nemica – riversa tutto il suo rancore di dea frustrata e di madre tradita. Ma nel paradosso feroce e dolcissimo della vita che non risparmia nessuno, nemmeno gli dei, Venere insieme all’odio scoprirà anche l’amore, un amore infinito e incondizionato per quel figlio ferito che, in fuga dall’amata, torna da sua madre per curare le ferite del corpo e dell’anima.

Lo spettacolo è scritto da Drusilla Foer Giancarlo Marinelli, la regia è di Dimitri Milopulos, la produzione artistica è di Franco Godi per Best Sound, mentre la produzione esecutiva e distribuzione è di Savà Produzioni Creative.

Informazioni e prevendite

Pesaro Teatro Rossini 0721 387620, AMAT 071 2072439 e biglietterie circuito vivaticket (anche on line). Inizio spettacoli:  Pesaro giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17.

Schizzare. Disegni ‘rubati’ dalla Bottega Amletica Testoriana

Schizzare

Inaugura lunedì 12 febbraio alle ore 18 alla Galleria Rossini di Pesaro l’artista Simona D’Amico inaugura la mostra personale Schizzare. Disegni ‘rubati’ dalla Bottega Amletica Testoriana, presentando disegni legati allo studio di questa speciale Bottega. Quella che va dal 13 al 18 febbrario sarà infatti la settimana pesarese del progetto BAT Bottega Amletica Testoriana, guidato dal regista Antonio Latella, promosso da AMAT per Pesaro 2024 – Capitale italiana della cultura (progetto di Comune di Pesaro, MiC, Regione Marche, Fondazione Pescheria), coprodotto da Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e stabilemobile in collaborazione con Associazione Giovanni Testori.

Simona D’Amico, coinvolta in qualità di Insegnante di disegno, insieme ad altri professionisti che hanno affiancato Antonio Latella durante il processo della Bottega, ha accompagnato gli attori e le attrici a confrontarsi con Testori attraverso la pratica pittorica, sollecitandoli/le a spingersi oltre il proprio sguardo, interiorizzando e facendo propria la sua visione del mondo, mettendosi alla prova e restituendone un distillato personale, non solo con corpo e parole, ma anche attraverso il disegno. L’artista palermitana riunisce ora in questa mostra i disegni su carta a tecnica mista che ha realizzato durante il progetto, ‘rubando’ volti e sguardi degli attori/trici, degli spettatori/trici ma anche del personale che dietro le quinte ha seguito un anno di processo della Bottega Amletica Testoriana.

Osservando il lavoro dell’artista Simona D’Amico – nota Antonio Latellaci troviamo davanti a schizzi di corpi e volti che hanno partecipato, a qualsiasi titolo, alla Bottega Teatrale, magari anche solo per poche ore; eppure, la cosa che ci sorprende è che l’artista sceglie di testimoniare la sua stessa esperienza schizzando tutti coloro che ci sono stati e che quindi continuano ad esserci. Nel suo schizzare ritroviamo un prepotente gesto artistico che dichiara una non fine, un rifiuto della compiutezza, quasi come se chiedesse ai visitatori della mostra di essere essi stessi il collante che sceglie di finire il disegno come più gli piace, responsabilizzando tutti a diventare parte attiva del processo e non semplici osservatori”.

Laureata in Decorazione di Belle Arti a Palermo, Simona D’Amico produce nel 2012 insieme ad Atelier Nostra Signora un’esposizione personale di opere su tela e carta dal titolo “Razzi”. Ha collaborato con Clac, network di artisti e progetti artistici con sede a Palermo. Dopo aver lavorato come assistente alla regia per Giuseppe Massa alle messinscene di Chi ha paura delle badanti e Riccardo III, inizia una intensa collaborazione artistica con il regista Antonio Latella firmando scene e costumi di molti suoi spettacoli.

La mostra resterà aperta fino al 18 febbraio con orario 10-13, 16.30-19.30. Info Teatro Rossini 0721 387621. Ingresso gratuito.

A Pesaro gli esercizi col pubblico di BAT Bottega Amletica Testoriana

BAT Bottega Amletica Testoriana

Arriva a Pesaro 2024 BAT Bottega Amletica Testoriana, il progetto curato da Antonio Latella con l’obiettivo di mettere in relazione attrici e attori con la poetica di Giovanni Testori nella ricorrenza del centenario della sua nascita, promosso da AMAT per Pesaro 2024 (progetto di Comune di Pesaro, MiC e Regione Marche con Fondazione Pescheria), Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e stabilemobile, in collaborazione con Associazione Giovanni Testori. Il percorso di formazione – partito nel febbraio scorso, con tappa al Piccolo Teatro Grassi di Milano dal 27 al 29 ottobre e dal 3 al 5 novembre 2023 – è atteso a destinazione al Teatro Rossini di Pesaro, dal 13 al 18 febbraio 2024 in forma di “Esercizi con il pubblico” e vede coinvolti otto giovani donne e uomini del teatro italiano: Noemi Apuzzo, Alessandro Bandini, Andrea Dante Benazzo, Matilde Bernardi, Flavio Capuzzo Dolcetta, Chiara Ferrara, Sebastian Luque Herrera, Beatrice Verzotti.

Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro: «Il percorso di Pesaro 2024 è stato terreno fertile per la semina di una serie di valori che sono stati capaci di far germogliare tantissimi progetti interessanti guidati da un principio onnipresente: la partecipazione e condivisione con la comunità. Il progetto BAT è davvero un esempio eccellente – e anche umanamente molto intenso – di questo approccio culturale. Il fare teatrale inteso come momento di condivisione tra artisti e pubblico, il teatro come esperienza che interpella e stimola lo spettatore durante il processo di creazione, mi sembrano davvero un’applicazione felicissima del lavoro di coprogettazione che ci ha accompagnato in ogni fase di Pesaro 2024».

Per il presidente AMAT Piero Celani «La Bottega Amletica Testoriana conferma la vocazione della nostra Regione ad accogliere e far germogliare anche nel campo teatrale le idee più innovative. Le Marche rendono disponibili a grandi artisti e grandi temi un ecosistema fatto da teatri meravigliosi, ambienti culturalmente fecondi e ricettivi e occasioni importanti, quali Pesaro 2024, che condividono con un pubblico attento e presente. Le Marche possono contare su quelle competenze di eccellenza e sulla grande capacità di interlocuzione con i partner, che quotidianamente l’AMAT, che mi onoro di presiedere, mette a disposizione delle attività teatrali di tutti i Comuni della regione così come delle esperienze teatrali di prim’ordine come BAT».

«BAT è presente a pieno titolo nell’area dei progetti della natura operosa della Cultura di Pesaro 2024. Rappresenta un’esperienza innovativa – nota Silvano Straccini direttore generale di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024 – che sfida il consumismo culturale attraverso un’inedita modalità partecipativa e di apprendimento collettivo, ponendosi tra l’opera teatrale e il suo pubblico. Il testo, nell’interpretazione di Testori, diventa un diario di bordo, che sollecita la riflessione sul percorso teatrale e lo spazio come luogo di trasmissione culturale attiva, superando con grande coraggio la fruizione passiva della cultura».

Una “bottega” teatrale, un luogo aperto di studio e lavoro, per darsi insieme – attori, regista, maestranze e pubblico – la possibilità di una vera ricerca intorno al mistero di Amleto nelle tre tappe formulate da Giovanni Testori, una trilogia che lo accompagnò per tutta la vita: la sceneggiatura scritta per il cinema, L’Ambleto e Post-Hamlet. Sin dall’inizio il progetto BAT Bottega Amletica Testoriana è anche affiancato da un inedito rapporto con lo spettatore: attraverso una call pubblica sono stati selezionati otto spettatrici/spettatori “in avamposto” – Elisa Agostinelli, Andrea Bontempi, Giulia Ceglia, Nicoletta Eligio, Clara Fedi, Jacopo Garbuglia, Abanoub Gayed e Anya Pellegrin -, complici della ricerca degli otto attrici/attori in una sorta di inedita “intimità”, condividendone il percorso in un vero processo di scambio reciproco.

“Quest’ultima fase del lavoro – notano Federico Bellini e Antonio Latellasi presenta quindi come la restituzione finale di questo viaggio, destinato a non sfociare in uno spettacolo ma in ricerca che non intende abbandonare la sperimentazione e le sue possibili forme, come è accaduto ad esempio per il Post-Hamlet, dove il lavoro musicale modulato su tempi e ritmi del rap ha permesso di render conto di una costruzione verbale, secca, martellante, assertiva. Così come, nella lunga analisi testuale, non si sono cercate chiavi interpretative dei testi da assumere come verità assolute, ma piuttosto domande che continuano a interrogarci, soprattutto nello sviluppo dei personaggi di Shakespeare attraversati da Testori in tre lavori totalmente differenti. […] In definitiva, le ultime restituzioni pubbliche di BAT speriamo e pensiamo possano aprire una porta, forse non solo una, allo studio da condividere tra artisti e pubblico, con ogni probabilità una delle forme più alte del fare cultura.

In coincidenza con la designazione di Pesaro a Capitale italiana della cultura, pensiamo che questo tentativo di mettere il pubblico di fronte ad una materia viva, ancora informe, una materia che è ricerca e non formalizzazione, e al contempo permettere ad esso di partecipare al processo di studio e farsi soggetto d’indagine entrando in comunione con gli artisti, sia una grande possibilità per tutti, un gesto altruistico che pensiamo possa a buon diritto definirsi atto di politica culturale. Per portare a termine quest’esperimento non potevamo che farci guidare da un autore come Testori, che ha fatto della sua ricerca linguistica una delle più estreme e pericolose rivoluzioni operate sulla lingua italiana, qualcosa che ha segnato un confine invalicabile: esiste un prima e un dopo Testori, a teatro e non solo. […] Così, insieme al pubblico di Pesaro, proveremo un’ultima volta a scardinare i meccanismi tradizionali di ciò che viene definito “rappresentazione”, per affondare insieme al pubblico nel caos e nella confusione vitale di un processo creativo che possa un giorno essere ricordato come una tappa del “fare cultura”. In altre parole, fare in modo che la vita di tutti i giorni non sia solo “rappresentazione” ma continuo studio del libro che siamo e che diventeremo”.

La Bottega Amletica Testoriana costituisce anche una preziosa occasione per gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Pesaro. Il percorso Verso Amleto, attraverso Testori ha visto coinvolte la classe III A del Liceo Classico Mamiani e un gruppo di studenti provenienti da varie classi del Liceo Storoni. Dopo l’affondo su Amleto di William Shakespeare a cura del direttore di AMAT, Gilberto Santini, le studentesse e gli studenti si sono confrontati con le tre riscritture di Giovanni Testori, presentate dalla professoressa milanese Lucia Bonacina, esperta della materia; successivamente le classi si sono misurate con la lettura e l’approfondimento dei testi. Si preparano oggi ad entrare nella Bottega Amletica Testoriana, pronti a scoprire come la parola di Testori risuoni, per loro, nel corpo degli attori/attrici guidati da Antonio Latella.

Durante la settimana pesarese di BAT, l’artista Simona D’Amico inaugura il 12 febbraio (ore 18) la mostra personale Schizzare. Disegni ‘rubati’ dalla Bottega Amletica Testoriana alla Galleria Rossini di Pesaro, presentando disegni legati allo studio di questa speciale Bottega. Simona D’Amico, coinvolta in qualità di insegnante di disegno, insieme ad altri professionisti che hanno affiancato Antonio Latella durante il processo della Bottega, ha accompagnato gli attori e le attrici a confrontarsi con Testori attraverso la pratica pittorica. L’artista palermitana riunisce ora in questa mostra (fino al 18 febbraio) i disegni su carta a tecnica mista che ha realizzato durante il progetto, ‘rubando’ volti e sguardi degli attori/trici, degli spettatori/trici ma anche del personale che dietro le quinte ha seguito un anno di processo della Bottega Amletica Testoriana. Ingresso gratuito.

Info

BAT Bottega Amletica Testoriana. Esercizi con il pubblico biglietto cortesia 3 euro, biglietteria Teatro Rossini 0721 387621, AMAT circuito vivaticket. Dal 13 al 17 febbraio dalle ore 18 alle ore 22, 18 febbraio dalle ore 16 alle ore 20.

 

Dal 12 febbraio via al progetto BLU: il colore della cuccagna

BLU: il colore della cuccagna

Dopo ‘Oceano Adriatico’, ‘Botanica Partecipata’ e ‘Dalle sculture nella città all’arte della comunità’, Pesaro 2024 presenta un nuovo progetto di dossier che prende il via nell’anno da Capitale: lunedì 12 febbraio a Urbino parte ‘BLU: il colore della cuccagna’, costruito attorno al tema del blu con un preciso riferimento alla pianta Isatis tinctoria tipica dell’area conosciuta come ‘guado’. Collocato nella sezione della ‘natura operosa’ della cultura, il progetto a cura dell’artista Giovanni Gaggia attribuisce a questa tinta un inestimabile valore, sottolineando il suo profondo legame storico con l’ambito dell’arte e della produzione artigianale. Vi è inoltre riflessa la nascita di un ‘distretto produttivo’ ante litteram, in cui l’arte si fonde con l’agricoltura, la biologia, la chimica e l’economia, dando vita a una sorta di autentica ‘Natura della Cultura’ perfettamente in linea con Pesaro 2024.

‘BLU: il colore della cuccagna’ coniuga il contemporaneo con antichi saperi e tradizioni legati alle arti tintorie, per generare una visione futura abbracciata e condivisa dalla comunità. Questo principio si concretizza in una serie di attività che inizieranno a Urbino il 12 febbraio con un convegno al Teatro Sanzio ed entreranno nel vivo con la settimana-evento affidata al Comune di Pergola (18-25 febbraio) e poi svilupparsi nell’intero anno toccando tutto il territorio. Nucleo fondante dell’intero percorso è rappresentato dalla mostra ‘L’Oro Blu’ a cura di Leonardo Regano, che apre le collezioni d’arte del Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola al confronto con l’opera di 40 artisti contemporanei, mettendo in dialogo le ricerche di maestri e giovani talenti della scena artistica attuale sul tema del Blu e dell’Oro. Da qui, seguendo la linea filosofica di Casa Sponge – ente attuatore del progetto – nel corso dell’anno si dipanano residenze, workshop, attività diffuse nei borghi, residenze e dialoghi con gli artisti, laboratori e seminari di impronta didattica che vedranno coinvolte, accanto alla comunità, anche le scuole di ogni ordine e grado, grazie al supporto del Dipartimento di Educazione del Museo della Ceramica di Savona. L’obiettivo è importante: affidare all’arte la memoria passata e recente con il compito di trasformare e generare una visione futura. Dall’inaugurazione della mostra il 24 febbraio, il progetto si amplierà su due filoni – quello della residenza e della didattica – estendendosi nello spazio cittadino e territoriale, includendo i Comuni di Urbania, Peglio, Borgo Pace e Sant’Angelo in Vado fino a toccare la ‘Capitale’ Pesaro.

Alla conferenza stampa erano presenti: per Pesaro 2024, Silvano Straccini direttore generale e Agostino Riitano direttore artistico (in collegamento), Giovanni Gaggia curatore del progetto, Simona Guidarelli sindaca di Pergola, Massimo Guerra vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo di Sant’Angelo in Vado e direttore del Museo dei Colori Naturali di Lamoli di Borgo Pace, Leonardo Regano curatore della mostra ‘L’Oro Blu’ (in collegamento).

Ha aperto Silvano Straccini, sottolineando come questo progetto “sia uno di quelli più intimi e più importanti della candidatura per il suo legame stretto con il territorio”. Rientra nella categoria della natura operosa della cultura. Un progetto che ha seminato spore nella provincia, ed è stato pensato fin dall’inizio per coinvolgere 6 comuni della Provincia con il ruolo di capofila da parte del Comune di Pergola che ha avuto un ruolo di coordinamento. Il calendario annuale è ricco e fa leva sulle tradizioni identitarie del nostro territorio e sul suo artigianato. “Il progetto è come una collana di tante perle per raccontare la provincia”.

Per Agostino Riitano “questo è stato il progetto che abbiamo raccontato – non a caso – nella cerimonia di presentazione del dossier di candidatura – perché per noi era un po’ il paradigma di tutta una serie di azioni che avremmo voluto sviluppare nel 2023 e nel 2024, ovvero avviare quel percorso di cocreazione, di collaborazione profonda con diversi soggetti non solo amministrativi per potere mettere su un progetto corale fortemente radicato in una dinamica identitaria locale ma che potesse avere quel piglio giusto per fare lo slancio da locale a nazionale e internazionale, tenendo insieme la dimensione dell’innovazione con quella della tradizione. E qui ci siamo riusciti. Il progetto di fatto incarna la dimensione più profonda di quello che noi abbiamo inteso con Pesaro 2024 perché tiene insieme agricoltura, biologia, l’arte, il territorio e cioè tutte le declinazioni possibili per raccontare nel migliore dei modi il nostro tema di candidaturaSarà un programma ricco che coinvolge diverse fasce di pubblico e che contiene in sé tutto il senso di Pesaro 2024″.

Così Giovanni Gaggia, curatore del progetto “Preferisco definire ‘Blu: il colore della cuccagna’ un processo piuttosto che un progetto. Ho applicato le stesse modalità d’azione che utilizzo nella realizzazione delle mie opere d’arte: in primis la costruzione delle relazioni. Le comunità sono protagoniste insieme agli artisti, che per un anno vivranno e creeranno nel nostro territorio. Dalla mostra una serie di cerchi concentrici si dipaneranno e andranno a toccare luoghi differenti con l’idea che questo non sia il punto di arrivo ma la partenza. Nasce un cammino nuovo, impostato sulla via esistente attorno alla pianta Isatis Tinctoria, ma quel BLU oggi si amplia di cromie che dal cielo sfumano nell’oltremare.”

“Con la mostra L’Oro blu, il Museo dei Bronzi Dorati e della città di Pergola torna ad aprirsi al contemporaneo ospitando una mostra collettiva che porta nel comune marchigiano una significativa rappresentanza dell’attuale scena artistica contemporanea, all’insegna della contaminazione e della ibridazione dei linguaggi espressivi senza limiti temporali e stilistici” ha concluso il curatore Leonardo Regano.

BLU: il colore della cuccagna

Attuatore Casa Sponge

Progetto a cura di Giovanni Gaggia

Mostra ‘L’Oro Blu’ a cura di Leonardo Regano

Partner Comuni di Pergola, Urbania, Urbino, Borgo Pace, Peglio, Sant’Angelo in Vado

Special partner Museo della Ceramica di Savona

Sponsor  ETS engineering trasporto sollevamento

Si ringrazia per il supporto Ideal Blue DENIM EVOLUTION Gruppo Florence, Rebel House

CASA SPONGE

Casa Sponge è prima di tutto un artist-run space e una residenza d’artista diretta dall’artista Giovanni Gaggia. Fa parte dei “Luoghi del Contemporaneo” del Ministero della Cultura Italiana. Nato nel 2007, è un luogo dove meditare, studiare e riposare, una casa dedicata all’arte contemporanea aperta al viaggiatore: arte contemporanea e paesaggio, azione e meditazione. Sorge nei pressi del minuscolo borgo di Mezzanotte, a due passi da Pergola, circondata da querce e campi coltivati, da cui vedere le sommità del Catria e del Nerone. È un casolare di campagna risalente all’Ottocento in cui ogni ogni angolo della casa ospita opere d’arte contemporanea di artisti nazionali e internazionali.

Al Centro Arti Visive Pescheria la mostra Sculture nella Città 1971/2024

Sculture nella Città 1971/2024

Sabato 3 febbraio (ore 18) al Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro Musei inaugura la mostra Sculture nella Città 1971/2024. Dall’arte pubblica di Arnaldo Pomodoro allo spazio urbano di dieci giovani autori’a cura di Pippo Ciorra/Senior Curator MAXXI Architettura, e dei grafici e designer Michele Giorgi e Carola Nava, promossa dal Comune di Pesaro e realizzata in collaborazione con Fondazione Arnaldo Pomodoro/Milano. L’organizzazione è a cura della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive. Special partner, Banca di Pesaro – Credito Cooperativo. Nel palinsesto ufficiale di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024 e concepita per gli spazi del Centro Arti Visive Pescheria, la mostra rappresenta il primo capitolo del progetto di dossier ‘Dalle sculture nella città all’arte delle comunità’ curato da Marcello Smarrelli che coinvolgerà nell’arco dell’anno i 12 Quartieri cittadini e il Municipio di Monteciccardo, sviluppando come fulcro tematico il rapporto tra le arti e lo spazio pubblico e come area di studio il centro storico.

Pensato per il Quartiere 1 – Centro Storico, ‘Sculture nella Citta’ 1971/2024. Dall’arte pubblica di Arnaldo Pomodoro allo spazio urbano di dieci giovani autori’ comprende una mostra di ricerca nel loggiato della Pescheria e un’installazione di progetti contemporanei nella chiesa del Suffragio. L’evento scaturisce dalla memoria e dallo studio dell’esposizione ‘Arnaldo Pomodoro: Sculture nella città’ del 1971, occasione che vide la prima collocazione a Pesaro della versione in fiberglass della Sfera grande, 1966-67, diventata poi una delle opere più significative del patrimonio pesarese. ‘Sculture nella città 1971/2024’ intende aprire a una rilettura critica del progetto storico e allo stesso tempo avviare una nuova riflessione sugli ampi e complessi temi dell’arte e dell’architettura pubblica.

Alla conferenza stampa erano presenti: Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro, Marcello Smarrelli direttore artistico di Pesaro Musei, i curatori Pippo Ciorra, Michele Giorgi e Carola NavaPaolo Benedetti direttore generale di Banca di Pesaro – Credito Cooperativo special sponsor del progetto ‘Dalle sculture nella città all’arte delle comunità’.

Ha aperto Marcello Smarrelli: “La mostra costituisce il primo dei tredici episodi del progetto Dalle sculture nella città all’arte delle comunità, forse il più iconico tra quelli del dossier di Pesaro 2024, nato come metodo per nutrire l’immaginazione, interrogandosi su cosa Pesaro vuole essere e diventare. Azioni dirette, pensate da artisti, architetti, poeti, nominati ambasciatori dell’arte, realizzate coinvolgendo attivamente le persone che abitano i quartieri, vagliando il possibile ed esplorando l’ignoto, riflettendo sull’evoluzione di quella che oggi chiamiamo arte pubblica, come fece pionieristicamente Arnaldo Pomodoro nel suo intervento dirompente, che oggi possiamo indicare come una pietra miliare verso lo straordinario traguardo di Pesaro Capitale italiana della cultura”.

Per il vicesindaco Vimini questo è un progetto che testimonia molto bene il senso del dossier di Pesaro 2024 che abbiamo voluto spingere fortemente in avanti ma a partire da un’eredità storica importante che la stagione indagata in questa progetto illumina al meglio. E’ un’occasione per leggere lo spazio urbano e le connessioni con il contemporaneo anche attraverso le residenze diffuse nei Quartieri e a Monteciccardo con scambi generazionali preziosi. Quindi è bello ripartire da quella storia che ha connotato fortemente il territorio. Ricordo anche il tema delle ‘sfere’, che a partire dalla Sfera Grande di Pomodoro ci fa arrivare alla Biosfera che verrà inaugurata in piazza del Popolo a breve con l’obiettivo di portare in città una sfera digitale in dialogo con il pubblico 24 ore su 24Credo che la mostra in Pescheria sarà uno degli eventi più ‘programmatici’ di Pesaro 2024″.

Col cambiare del concetto di rigenerazione urbana – aggiunge il curatore, Pippo Ciorra – è cambiato anche il rapporto che le molte arti spaziali hanno tra loro, con le comunità e con lo spazio abitato. Architettura, arti visive e plastiche, design, performance collaborano oggi nel riqualificare gli spazi abitati e la vita che vi si svolge attraverso interventi di natura diversa e quasi sempre “non edilizia”, a cubatura zero. Scegliendo di ripartire dall’esperienza delle mostre pesaresi dei primi anni settanta e in particolare dalle “Sculture nella Città” di Arnaldo Pomodoro, abbiamo inteso riprendere il filo di una ricerca piena di energia creativa e forza innovativa per ritrovarne le tracce e le potenzialità nel lavoro dei giovani autori che abbiamo coinvolto”.

Le parole di Michele Giorgi e Carola Nava: “Gli spazi della Pescheria e della chiesa del Suffragio rappresentano la scena ideale per allestire una mostra così concepita, essi stessi un pezzo di “arte urbana” involontaria lentamente riconquistata dalla città, a un tempo heritage, terrain vague, riciclo, museo. L’allestimento da noi proposto non fa che esaltare questa natura di piazza incerta e aperta alla vista della città, adattandola alle esigenze di uno spazio espositivo evoluto”.

Cornelia Mattiacci:sono molto felice che questo progetto abbia finalmente preso forma e ci tengo a ringraziare tutti gli artisti e autori coinvolti. Sin dall’inizio abbiamo capito che non si può più parlare di ambiti disciplinari in maniera chiusa, i territori dei linguaggi dialogano tra di loro e soprattutto in un terreno che è così complesso come quello di uno spazio urbano condiviso come il centro storico. I protagonisti di questo progetto sperimentale provengono infatti da discipline estremamente eterogenee. La sfida è stata quella di chiedere loro delle proposte per gli stessi spazi in cui nel ‘71 erano state esposte le opere di Pomodoro. E gli artisti sono stati estremamente coraggiosi nello sperimentare dei nuovi formati espositivi; in mostra si vedranno delle installazioni, dei modelli. Ricordo il ruolo chiave di Franca Mancini e Milena Ugolini nel dare forma alla stagione delle sculture nella città grazie alla galleria Segnapassi”.

Per il direttore Paolo Benedetti arte e finanza non sono ambiti così lontani come potrebbe sembrare e invece la finanza ha sempre accompagnato la storia della cultura. Le banche del territorio hanno una missione che è quella di essere vicine alle comunità e al loro sviluppo anche e soprattutto in senso culturale. Grazie al Comune di aver coinvolto la Banca di Pesaro che ha considerato naturale l’adesione al progetto di Pesaro 2024″.

Nel 1971, grazie al lavoro di coordinamento tra la Galleria Segnapassi di Pesaro – fondata da Renato Cocchi, Franca Mancini e Milena Ugolini – e la Galleria Marlborough di Roma – diretta da Carla Panicali -, in collaborazione con Comune, Provincia e Azienda Autonoma di Soggiorno, Pesaro ospitò una mostra pubblica di sculture di Arnaldo Pomodoro, per la prima volta esposte tra le vie del centro storico. L’eredità di quell’evento si tradusse in altre due edizioni di “Sculture nella città:” nel 1972 con le opere lignee di Ceroli, e nel 1973 con la retrospettiva di Ettore Colla. Il fotografo Ugo Mulas – solidale interlocutore degli artisti, al contempo protagonista e testimone della scena artistica dell’epoca – documentò le installazioni e l’inedita interazione dei cittadini con esse, restituendo la vivacità del clima culturale. Nel 1976, la spinta visionaria della Galleria Segnapassi portò alla realizzazione della mostra di Alberto Burri presso il Palazzo Ducale. L’esperienza degli anni Settanta ha rappresentato una tappa fondamentale per la costruzione dell’identità contemporanea di Pesaro, i cui spazi pubblici negli anni successivi si sono arricchiti di installazioni permanenti di opere di artisti come Pietro Consagra, Eliseo Mattiacci e Mauro Staccioli.

Nel loggiato della Pescheria, è allestita una selezione di documenti di archivio e fotografie provenienti dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e dall’Archivio Ugo Mulas che permetterà di approfondire il lavoro di uno dei massimi artisti italiani, mettendo in relazione temporale, contestuale e concettuale il case-study del 1971 con quanto avveniva in altri scenari nazionali e internazionali. Sono inoltre esposte due delle sculture presenti nella mostra del 1971Colonna intera recisa, 1969, e Rotante massimoIV, 1969/1970, presenti nella mostra del 1971, insieme a un racconto per immagini e documenti d’archivio di cinquant’anni di vita della Sfera grande, diventata un’icona dell’identità pesarese.

Per documentare l’impegno attuale di architetti, artisti, designer, grafici e performer nelle città, la chiesa del Suffragio accoglie i progetti commissionati a dieci autori under 35, invitati a concepire gli interventi in relazione alla memoria culturale e topografica cittadina, in dialogo con la sua attuale comunità. I dieci lavori sono presentati in forma di modelli e installazioni. La selezione comprende: gli studi di light design Anonima Luci (Milano) e urban design Cimitero dei Bambini (Pesaro), gli studi di architettura Atelier Remoto (Trento/Bergamo), HPO (Ferrara) e XA Archive (Buenos Aires/Barcellona/Milano), gli artisti Caterina De Nicola (Ortona/Zurigo), MRZB (Bologna/Amsterdam/Milano) e Lulù Nuti (Roma), lo studio di grafic-design Countersubject (Milano) e la compagnia di danza Dewey Dell (Cesena). Ciascuno di essi ha scelto di approfondire contesto e caratteristiche di una delle quattro aree del centro storico che nel 1971 erano state teatro dell’allestimento di Arnaldo Pomodoro: piazza del Popolo, piazzetta Mosca, piazzale Collenuccio e piazzale della Libertà, luogo quest’ultimo che ospita la Sfera grande. Il risultato è un repertorio di approcci e possibilità, un concorso di idee sull’azione – sia essa effimera, virtuale che strutturale -innescata dall’intervento pubblico: dall’analisi di densità edilizia alle strategie di marketing di un simbolo cittadino; dal rilievo di elementi architettonici come ready-made alla restituzione di un playground per la comunità; dalla speculazione narrativa filmica all’esplorazione di edifici abbandonati e inaccessibili; dalla risposta all’environnement sonoro alla performance a scena aperta. Completa l’installazione della chiesa del Suffragio la proiezione del video-documento di Elia Mazzini, libera restituzione della genesi dei singoli progetti.

Il progetto di ricerca ‘Sculture nella città 1971/2024’ si è avvalso della consulenza curatoriale di Cornelia Mattiacci, membro dell’Associazione Culturale Il Teatro degli Artisti/Pesaro, e della ricercatrice Bianca Ugolini. Il progetto generale di allestimento e grafica è stato concepito da Michele Giorgi e Carola Nava, in dialogo con Giovanni Murolo. La mostra è possibile grazie al supporto di: Welcome (Lesmo) per la parte di logistica e produzione, DMM (Pesaro) e Modus Collezioni d’Arredo (Pesaro) per la realizzazione dell’allestimento Chico Bonito 4.0 (Pesaro) per la grafica.

Sculture nella Città 1971/2024 Dall’arte pubblica di Arnaldo Pomodoro allo spazio urbano di dieci giovani autori

a cura di Pippo Ciorra, Michele Giorgi, Carola Nava

4 febbraio – 5 maggio 2024

Centro Arti Visive Pescheria, corso XI settembre 254, Pesaro

inaugurazione sabato 3 febbraio ore 18

orario martedì-venerdì 15:30/18:30, sabato, domenica e festivi 10:00/13:00-15:30/18:30

Ingresso con card Pesaro Capitale e biglietto singola struttura, gratuito fino a 18 anni

Info 0721 387541 www.pesaromusei.it

Incontri Capitali, libri e parole per Pesaro 2024

Capitale del libro e della parola

Ai tanti eventi già in calendario di Pesaro 2024 si aggiungono quelli incentrati sul libro e sulla parola. Si chiama ‘Incontri Capitali’ la rassegna che la Capitale italiana della cultura dedica alle presentazioni librarie e organizzata insieme con Passaggi Cultura, l’associazione che promuove Passaggi Festival.

“‘Incontri Capitali’ – sottolineano il sindaco Matteo Ricci e il vicesindaco assessore alla Bellezza Daniele Vimini – è una formula che conferma la vocazione di Pesaro a essere luogo di incontro, di confronto e di ritrovo tra idee, personalità e suggestioni legate all’attualità come alla storia. In questo caso gli appuntamenti realizzati in collaborazione con quella felice intuizione, ora solida realtà, rappresentata da Passaggi Festival, diventano già dalle prime settimane di Pesaro Capitale un punto di riferimento per il pubblico locale e per quello che la capitale stessa andrà ad intercettare in tutta Italia”.

In programma dal 6 febbraio, nei luoghi più significativi della città, decine di incontri. Tra satira, politica, attualità, scienza, sport, storia e giornalismo, gli autori presenteranno al pubblico i propri libri, conversando con giornalisti e critici letterari.

Si parte martedì 6 febbraio (ore 17.30, Palazzo Ciacchi) con un evento per ricordare i cento anni di Paolo Volponi: Enrico Capodaglio presenta il suo libro “Paolo Volponi romanziere. Il fascino della società” (Ass. culturale La Luna) con la partecipazione di Giorgio Donini (voce recitante). Venerdì 9 (ore 18,30, Palazzo Ciacchi)Enrico Giovannini, ex ministro del lavoro e presidente Istat, presenterà il suo “I ministri tecnici non esistono” (Laterza), intervistato dal giornalista Roberto Fiaccarini (Il Resto del Carlino). Lunedì 12 febbraio (ore 18.00, Sala Rossa), Federico Bini presenta “Il «Cagnone». Giancarlo, testimone di due secoli. Dagli incontri con Brera all’amicizia con Montanelli” (Minerva Edizioni), con lui ci saranno Giancarlo Mazzuca (ex direttore del Carlino e oggi presidente del Corecom dell’Emilia Romagna) e il giornalista Davide Eusebi. Il giorno dopo, martedì 13 (ore 18.00, Sala Rossa) sarà ancora Eusebi a presentare, con l’autore Michele Brambilla, il saggio “In Provincia” (Nino Aragno Editore). Venerdì 16 febbraio (ore 18.30, Palazzo Montani-Antaldi) il costituzionalista Michele Ainis converserà del suo nuovo saggio, “Capocrazia. Se il presidenzialismo ci manderà all’inferno” (La Nave di Teseo), con il giornalista Maurizio Blasi. Sabato 24 febbraio (ore 17.00, Sala Rossa), ricorderemo l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina con il libro “Chech-Point Kyiv” (Infinito edizioni); ne discuteranno l’autore Pierfrancesco Curzi e il giornalista di Rai Marche Lucio Cristino.

Lunedì 26 (ore 18.30, Palazzo Montani-Antaldi) sarà la satira protagonista dell’incontro col vignettista Federico Palmaroli in arte “Osho”, che presenterà “Er pugno se fa con la destra o la sinistra” (Rizzoli); con l’autore converserà Silvia Troiani, conduttrice di Cusano Italia Tv.

Il mese di marzo si aprirà con il volume del giornalista e politico Andrea Romano (mercoledì 6, ore 18.30, Sala del Consiglio Comunale) “Futura umanità. Storia della sinistra raccontata ai miei figli” (Piemme); a intervistare l’autore sarà Silvia Sinibaldi del Corriere Adriatico.

Mercoledì 20 marzo (ore 18.30, sede da definire) grande appuntamento col calcio: Arrigo Sacchi presenterà “Il realista visionario. Le mie regole per cambiare le regole” (Cairo Editore) e sarà intervistato da Luigi Benelli del Corriere Adriatico. Venerdì 22 (ore 18, Sala Rossa) è in programma il libro del parlamentare Roberto Morassut “Cento Pagine. Cinque discorsi sulla sinistra. Verso un nuovo orizzonte dei Democratici” (Cooper), a conversare con l’autore sarà il giornalista Luca Fabbri. Venerdì 29 marzo (ore 18.00, sede da definire) si parlerà di scienza e medicina con Roberto Burioni e il suo libro “Match point. Come la scienza sta sconfiggendo il cancro” (La Nave di Teseo). Dialogherà con l’autore Simonetta Marfoglia del Corriere Adriatico.

Martedì 9 aprile (ore 18.30, Palazzo Montani-Antaldi) Walter Veltroni presenterà il suo nuovo romanzo “La condanna” (Rizzoli), mentre venerdì 12 aprile (ore 18.30Alusfera di piazza del Popolo) si parlerà di Israele e crisi mediorientale con la giornalista del Tg 1 Nathania Zevi, che proporrà il saggio “Il nemico ideale” (Rai Libri) e converserà con Benedetta Iacomucci del Resto del Carlino.

Venerdì 3 maggio (ore 18.30, Teatro Sperimentale) Gianrico Carofiglio, scrittore fra i più amati in Italia, presenterà il suo ultimo romanzo “L’orizzonte della notte” (Einaudi) e con lui ci sarà la scrittrice e critica letteraria di Rai Uno Giulia Ciarapica. Le elezioni americane saranno al centro della presentazione di sabato 11 maggio (ore 17.30, Alusfera di piazza del Popolo) con il noto giornalista Rai Antonio Di Bella e il suo “L’impero in bilico. L’America al bivio tra crisi e riscossa” (Solferino), l’autore conversa con Giovanni Lani del Resto del Carlino.

Giovedì 16 maggio (ore 18.00, Salone Metaurense della Prefettura) arriverà a Pesaro un autore che ha ricoperto prestigiosi ruoli istituzionali, fra cui quello di presidente del Consiglio: Giuliano Amato. In dialogo con il giornalista Vincenzo Varagona, presenterà il suo saggio “C’era una volta Cavour. La potenza della grande politica” (Il Mulino).

A questi appuntamenti se ne aggiungeranno altri, così da disseminare l’intero 2024 di ‘Incontri Capitali’, in compagnia di libri e autori.

Dal 31 gennaio a Palazzo Mosca, Mario Logli. Custode della bellezza

Mario Logli

Mercoledì 31 gennaio (ore 18) a Palazzo Mosca-Musei Civici, Pesaro Musei inaugura la monografica di Mario Logli (Urbino, 1933 – Pesaro, 2020), artista protagonista della seconda metà del novecento e dei primi anni del nuovo secolo. ‘Mario Logli. Custode della bellezza’ è il titolo della mostra a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Mattia Giancarli, che rientra nel palinsesto ufficiale di Pesaro 2024 ed è promossa dal Comune di Pesaro con il contributo della Regione Marche, in partenariato con lUniversità degli Studi di Urbino Carlo Bo, ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino e l’Accademia Raffaello. L’organizzazione è a cura della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive.

Fai in modo che questa città non ti cambi”: queste le parole che Pier Paolo Pasolini rivolse al giovane Mario Logli che, appena trasferitosi a Milano, si trovava a realizzare la copertina di Ragazzi di vita. La casa editrice Garzanti lo aveva appena assunto per illustrare una serie di classici e, nella frenesia della metropoli, poteva essere questo il pericolo per un ragazzo alla ricerca del proprio futuro: smarrire se stesso dimenticando i propri luoghi d’origine e l’identità della loro tradizione. Non per Logli, però, che questa identità seppe tenerla sempre stretta a sé, riproponendola in centinaia di tele destinate a dare forma a quella geografia dell’anima entro cui si ritrovano le proprie radici e le proprie individualità.

A quasi quattro anni dalla sua morte, anche Pesaro – città scelta da Logli per vivere, cui era profondamente legato – omaggia l’artista con un’esposizione che affronta in maniera nuova la sua produzione, indagata per la prima volta alla luce di documenti e opere inediti che consentiranno una nuova lettura della sua poetica e di approfondire il rapporto con il capoluogo adriatico e con il mare, elemento che torna frequentemente nei suoi paesaggi. Grazie a questo materiale e ai dipinti esposti, provenienti dalla collezione della famiglia Logli e dall’importante deposito destinato dal pittore all’ateneo di Urbino, per la prima volta è possibile ritessere il legame non solo con i modelli moderni studiati da Logli – tra gli altri René Magritte, Giorgio De Chirico e Osvaldo Licini – ma anche con gli amici di una vita che, come lui, a lungo hanno raccontato il territorio e le contraddizioni del loro tempo: Paolo Volponi, Carlo Bo e Mario Giacomelli.

Alla conferenza stampa erano presenti: il vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Daniele Vimini, i curatori Anna Maria Ambrosini Massari e Mattia GiancarliMarcella Logli figlia dell’artista.

“Un grande artista del recente passato, fortemente contemporaneo e in grado di parlare ai giovani”, così Daniele Vimini definisce Logli. “Nella Pesaro Capitale italiana della cultura 2024, Mario Logli è realmente un “custode della bellezza” capace di attraversare i temi cari alla nostra città, come il mare, l’ambiente e le suggestioni surrealiste in cui era chiaro il suo messaggio di tutela del patrimonio artistico nella sua accezione più moderna e ampia. Un artista che ha saputo leggere il nostro territorio, in un legame profondo e quasi anticipando il senso de “La natura della cultura”.

Così la figlia Marcella ricorda Logli: Il ruolo da precursore che gli aveva accordato anche Pasolini per il quale ha elaborato la copertina di uno dei più importanti libri che hanno fatto da spartiacque nella letteratura, la grande raffinatezza lavorando con Frigerio, uno dei più importanti scenografi del ‘900, la visionarietà, anticipando l’attenzione all’ecologia e capendo che il pianeta era malato, nel creare isole fiabesche e surreali che assomigliano oggi alle città dei film di Miyazaki. Mario Logli ha sempre rappresentato nelle opere ma anche nella vita, una realtà raffinata, surreale ma sempre molto radicata nell’attualità.

“La mostra di Logli – sottolinea Marcello Smarrelli direttore artistico di Pesaro Musei – ci restituisce un profilo dell’artista attraverso un’attenta selezione di dipinti che attraversano la sua fortunata carriera e raccontano le battaglie da lui combattute, con spirito spesso anticipatore, a partire dal fronte ecologista, fino a quello in difesa di politiche culturali e turistiche sostenibili. Per questo motivo l’anno di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024 non poteva trovare ambasciatore più sensibile e affiatato di Mario Logli, la cui pittura non deve farci smettere di riflettere e di sognare”.

“Con la sua pittura, Logli ha saputo custodire le tradizioni e i costumi della sua terra d’origine e, parallelamente, interpretare con personalità ed energia le sfide più complesse della sua contemporaneità, fino a questioni – come quella ecologica e della tutela del patrimonio culturale – da lui affrontate in anticipo rispetto ai tempi. Articolata in tre sezioni, la mostra intende raccontare i temi cui Mario Logli si è dedicato durante tutta la vita e che, attraverso i suoi soggetti così magnetici e oniricamente evocativi, lo hanno reso custode della storia secolare e, insieme, visionario interprete di argomenti di stringente attualità”, questo il commento dei curatori Anna Maria Ambrosini Massari e Mattia Giancarli.

Nella sezione ‘Il ricordo, il gioco e l’infanzia’, riaffiora il ricordo dell’infanzia passata a giocare e a sperimentare. Soggetti delle tele sono, appunto, i giocattoli di Logli, sistemati alla rinfusa su pavimenti e mensole come nelle solenni nature morte intarsiate nello studiolo di Federico da Montefeltro a Urbino. Controcampo alle vedute urbinati, i paesaggi marini di Pesaro e Senigallia, dove l’artista era solito passare le sue vacanze.

Nella sezione ‘In difesa dell’ambiente’, compare la tematica ecologica che per Logli diventa fondamentale già a partire dagli anni Settanta – appena arrivato a Milano -, quando nella sua produzione compaiono per la prima volta gli Invasori: entità inorganiche e robotiche, allegorie dell’inquinamento e creature spregevoli che rappresentano la pratica sconsiderata di chi, irrispettoso della bellezza della natura, la sporca con scorie e rifiuti.

In ‘Custodire la bellezza’, la più caratteristica tra le produzioni di Logli: le ‘Isole volanti’, città sospese come astronavi o aquiloni che si innalzano nel cielo per distaccarsi da una terra fredda che pare non le comprenda più. In questi paesaggi, nati da suggestioni surrealiste ma ben presto diventati firma di Logli in tutto il mondo, si racconta il messaggio della tutela del patrimonio artistico nella sua accezione più moderna, comprensiva delle consistenze materiali e immateriali. Il tentativo di raffigurare queste geografie dell’anima avvicina Logli ad un altro maestro del nostro tempo: Mario Giacomelli. La seconda parte della sezione racconta per la prima volta il solido rapporto di amicizia e stima tra i due artisti, uniti nel comune obiettivo: custodire la bellezza.

Mario Logli (Urbino, 1933 – Pesaro, 2020)

Si forma presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino specializzandosi in tecniche grafiche e incisione con Carlo Ceci, maestro d’eccellenza al quale rimane sempre legato da stima e affetto profondi, anche dopo essersi trasferito in Lombardia nella seconda metà degli anni Cinquanta per lavorare prima per Garzanti e poi De Agostini. A questa sua lunga esperienza nel settore dell’illustrazione editoriale si aggiunge presto anche quella come scenografo e disegnatore di costumi per il Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con Ezio Frigerio. Cominciata nel 1970 e coronata subito da rinomati riscontri, come le segnalazioni per due anni consecutivi nel catalogo Bolaffi (1973-1974), la carriera artistica di Logli culmina con importanti riconoscimenti e prestigiose partecipazioni. Occorre ricordare almeno il premio “Lombardia”, il premio “Arte Fantastica” ricevuto a Stoccarda, il premio “Mostra di Grafica Internazionale” riconosciutogli a Barcellona, il prestigioso “Sigillo d’Ateneo” assegnatogli dall’Università degli Studi di Urbino, la cittadinanza onoraria riconosciutagli dal Comune di Urbino e la presenza in rassegne internazionali come l’“Arte Europea in Giappone”, svoltasi nel Museo Laforet di Tokyo, e la 54a edizione della Biennale di Venezia. Numerose anche le personali, l’ultima delle quali si è tenuta nel 2017 contemporaneamente presso la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, la Rocca Roveresca di Senigallia e la Rocca di Gradara, riscuotendo enorme successo di pubblico.

 

Mario Logli. Custode della bellezza

a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Mattia Giancarli

1 febbraio – 7 aprile 2024

Palazzo Mosca – Musei Civici

Inaugurazione mercoledì 31 gennaio ore 18

orario: martedì-domenica e festivi 10 – 13/15.30- 18.30

ingresso con Card Pesaro Capitale, gratuito fino a 18 anni

info 0721 387541 | info@pesaromusei.it

Giorno della Memoria: lunedì no-stop di appuntamenti da mattina a sera

Giorno della Memoria

La città celebra e onora il Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio ma che sarà celebrato con una serie di appuntamenti –dalla consegna delle medaglie d’onore in Prefettura, agli eventi con le scuole; da presentazioni di libri e mostre, monologhi teatrali e concerti musicali – lunedì 29 gennaio, per rispettare il sabato, giorno in cui le comunità ebraiche osservano lo Shabbat.

«Quella di quest’anno – spiega Camilla Murgia, assessore alla Crescita e alla Gentilezza – non poteva essere la consueta cerimonia che siamo soliti svolgere in città. Ancora una volta le scuole sono state in prima linea nella progettazione degli eventi, segno del loro protagonismo in questo evento che, nel 2024, si arricchisce di un palinsesto molto articolato rivolto ai pesaresi e ai “cittadini temporanei”, e che inizia con il Consiglio comunale per continuare fino a sera con appuntamenti a ingresso libero e gratuito, nel segno del dialogo e della speranza, per costruire una coscienza collettiva e critica: unico strumento per far sì che la memoria sia impegno quotidiano».

Marco Perugini, presidente del Consiglio comunale, ha illustrato il “programma da Capitale” del Giorno della Memoria, ringraziando «l’Ufficio scolastico provinciale e la professoressa Paola Moresco per il coordinamento degli istituti scolastici superiori di Pesaro, a nome di tutti gli insegnanti del territorio. Con loro, da anni, costruiamo una progettualità condivisa che permette di vivere una giornata immersiva e coinvolgente per le ragazze e i ragazzi, ma non solo». Gli appuntamenti avranno inizio domani, sabato 27 gennaio, alle ore 10con il Corteo della Memoria che, dal Ghetto (Sinagoga, giungerà sino alle Pietre della Memoria in piazza del Popolo, «Un momento di riconoscimento delle vittime della Shoa; una marcia silenziosa che terminerà con una deposizione di rose insieme alle istituzioni, alla comunità ebraica e al liceo Mengaroni, in rappresentanza delle studentesse e studenti di Pesaro». Si prosegue lunedì 29, con il Consiglio comunale convocato al Teatro Sperimentale, alle ore 9.30, «Durante una mattinata, per la quale abbiamo ricevuto molti stimoli e richieste da diversi soggetti che volevano dare il proprio contributo», e che si rivolge in primis agli adulti, «perché per creare consapevolezza è necessario rivolgersi a tutti» aggiunge Perugini.

Alessandra Belloni, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ha rivolto un plauso alla Prefettura di Pesaro e Urbino e all’Amministrazione comunale, «Per reso ancora una volta le scuole protagoniste di questa giornata che testimonia l’alleanza consolidata tra le istituzioni di Pesaro e gli istituti». Quella del 29, «È una giornata che segna il punto di arrivo del percorso di approfondimento e di studio sugli orrendi accadimenti accaduti durante la seconda guerra mondiale e che è sempre più urgente ricordare. Sono una risposta concreta all’appello – che ci ferisce l’anima – rivolto dalla nostra cara senatrice Liliana Segre: “Dopo che le nostre flebili voci si silenzieranno, chi ricorderà?”. Una domanda a cui risponderanno le ragazze e i ragazzi di Pesaro, lunedì, garantendo saranno loro a tener viva la memoria».

A ricordare com’è nato la giornata e la storia che ne ha segnato le celebrazioni in città, è stato Antonio Angeloni, viceprefetto di Pesaro e Urbino: «Il Giorno della Memoria è stato istituto con legge dello Stato nel 2006 e ha previsto la consegna delle medaglie d’onore ai cittadini deportati nei lager. Da allora, studentesse e studenti della città hanno sempre presenziato a tale appuntamento. In una di queste occasioni, in cui le medaglie venivano consegnate ai diretti destinatari (e non ai familiari come accade sempre più spesso oggi) in un teatro Rossini gremito di alunne e alunni, dopo la testimonianza di un premiato, calò un silenzio incredibile, così come si scatenò un applauso fragoroso al termine della cerimonia. Momenti che sottolineano l’empatia innescata con i giovani grazie al grande lavoro di coinvolgimento svolto dagli insegnanti».

Gli appuntamenti dedicati al Giorno della Memoria di lunedì 29 gennaio si terranno, al mattino, al Teatro Sperimentalea partire dalla cerimonia istituzionale dedicata. Ai saluti delle istituzioni (ore 9.30) – del sindaco Matteo Ricci, la Prefetto Emanuela Saveria Greco, il presidente della Provincia Giuseppe Paolini, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Alessandra Belloni, il Presidente del Consiglio comunale Marco Perugini e all’assessora alla Crescita e alla Gentilezza Camilla Murgia – seguirà, alle ore 10, la consegna delle medaglie d’onore della Prefettura di Pesaro e Urbino a Silvio Alessandrini (Serra Sant’Abbondio), Michele Gallizioli (Pesaro), Settimio Guidi (Pesaro), Luigi Quarti (Fano). Sarà poi la volta delle scuole della città (i 7 istituti superiori, La Nuova Scuola e il Conservatorio Rossini) protagoniste del momento di musica e parole in programma alle 10.30 e dell’intera programmazione della giornata, quest’anno dedicata al tema dei “Giusti tra le nazioni”, «In risposta a una proposta – spiega Murgia – arrivata lo scorso anno scolastico dalla primaria Gramsci di Villa Fastiggi che ha chiesto la possibilità di realizzare un “Giardino dei Giusti” anche a Pesaro, progetto che stiamo portando avanti in sinergia con l’assessorato al Fare. Spinti da questa sollecitazione dei piccoli (che hanno realizzato l’immagine dell’evento 2024) abbiamo costruito, insieme alle studentesse e agli studenti, il programma della Giornata della Memoria, mai così articolato e ricco come in questo anno da Capitale italiana della Cultura».

La mattina accoglierà poi, alle ore 11.45, “Messia e Rivoluzione. Storia e storie del Bund”, di Angelo Baselli e Miriam Camerini. Proprio l’artista internazionale Camerini, sarà presente in sala per narrare agli studenti, in musica e parole, l’identità del popolo ebraico. Con Angelo Baselli clarinetto, Gianluca Casadei fisarmonica, Rocco Rosignoli violino, contrabbasso e chitarra.

Nel pomeriggio, gli appuntamenti si sposteranno prima nella sala Rossa del Municipio (piazza del Popolo 5, secondo piano) che, alle ore 16.30, in collaborazione con l’Istituto Benelli e La Nuova Scuola ospiterà la presentazione libro – con l’autore Italo Arcuri – “Memme Bevilatte salvata da Teresa” ovvero la storia di salvezza di otto ebrei, avvenuta a Riano, durante l’occupazione tedesca.

Alle 17.45 ci si sposta a Palazzo Gradari, in via Rossini, per l’inaugurazione della mostra “BESA un codice d’onore. Albanesi musulmani che salvarono ebrei ai tempi della Shoah” a cura del fotografo Norman Gershman, con la presenza di Matthias Durchfeld direttore dell’istituto storico Istoreco, in collaborazione con il liceo Mamiani e l’istituto Santa Marta. L’esposizione, a cura dell’istituto storico, che sta girando l’Italia, riporta la storia unica di un gruppo di albanesi mussulmani che salvarono gli ebrei al tempo della Shoah. Sarà visitabile per l’intera settimana dalle scuole della Capitale, su prenotazione all’Istituto Santa Marta, come da indicazione inviata agli Istituti della città.

La serata, sempre allo Sperimentale, si aprirà alle ore 21, con il contributo musicale dell’associazione LiberaMusica e con le letture a cura de Le voci dei libri. Alle 21.30 seguirà il monologo “Storia di un uomo magro” di e con Paolo Floris, che porterà in scena la vicenda di Vittorio Palmas, contadino sardo e soldato reduce della Seconda Guerra Mondiale, riuscito a salvarsi dalle esecuzioni di Bergen Belsen, solo per i 2kg di peso in più. Lo spettacolo è tratto dal libro di Giacomo Mameli “La ghianda è una ciliegia” (2006) che introdurrà la performance di Floris.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Tra le iniziative promosse per la Giornata della Memoria, quello di domenica 28 gennaio, alle ore 16.30, quando i Musei Civici accoglieranno il laboratorio gratuito “La Rosa di Sharon – Fiori e piante nella tradizione ebraica antica” per scoprire, nella Sinagoga pesarese, le specie vegetali tanto care a questa cultura. Tra narrazioni e racconti si potrà costruire un erbario ebraico. Info e prenotazioni T 0721 387541.

In occasione del Giorno della Memoria, lunedì 29 gennaio, la Sinagoga sarà aperta, in collaborazione con il FAI, in orario 10-13 e 15.30-18.30. La mattina sarà dedicata alle visite guidate per le scuole (info e prenotazioni servizimuseali@pesaromusei.it). Nel pomeriggio, visite guidate su prenotazione (allo 0721 387541), alle ore 16.